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Pinelli una storia Venezia 1984 Crocenera anarchica

Home Centro studi libertari - Archivio G. Pinelli

Visto che non viviamo più i tempi della rivoluzione, impariamo a vivere almeno il tempo della rivolta - Albert Camus

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Gennaio 2026

Gennaio 2026 - Bollettino 66 - I Dame Ren - Free Voice of Labor novità centro studi libertari / archivio g. pinelli
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centro studi libertari / archivio g. pinelli

Care e cari,


anno nuovo, nuovo bollettino. Anche se un filo in ritardo, ieri sono partite le copie del bollettino 66, il secondo bollettino del 2025.

In questo numero, oltre all’editoriale — che prende spunto da un comunicato sottoscritto da alcuni collettivi anarchici di lingua russa e dell’Europa orientale, e invita a riflettere sulla spinosa tematica del dissenso e del confronto in ambito anarchico — troverete numerosi articoli che ci portano in viaggio per il mondo: dall’anarchismo in Veneto tra gli anni Settanta e Ottanta, a un reportage sul campo dall’anti-COP di Belém del 2025, passando per il Nepal, la Grecia, la Romania, il Giappone e molti altri luoghi. Proprio sul Giappone vogliamo soffermarci per segnalarvi che, per ragioni di spazio, sul Bollettino è stata pubblicata una versione ridotta dell’intervista di Filippo Dornetti a Kaminaga Kōichi e Kyūkyoku Kyūtarō, mentre la versione integrale è disponibile sul nostro sito.

Infine, questo mese abbiamo caricato sul nostro sito il video della Pacific Street Film Productions ‘Free Voice of Labor’ – the Jewish Anarchists, introdotto da un testo di presentazione e corredato da una traduzione in italiano dei dialoghi in formato PDF.

Come sempre, non potremmo continuare a fare ciò che facciamo senza il vostro contributo, e dunque... SOSTENETECI!
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Coloro che ci sostengono con una quota annua ricevono il Bollettino in abbonamento, cartaceo o PDF.
A presto e buona lettura!

il collettivo del Centro Studi Libertari

Bollettino 66

COSE NOSTRE
Aggiornamenti dal web
A Goffredo e a tutti quelli che come lui non si sono mai arresi
La storia dal basso, un incontro Errico “Robert Fritz” Malatesta, una curiosità!
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TESI E RICERCHE
Scintille libertarie. Movimenti anarchici in Veneto tra il 1968 e il 1984 di Margherita Borsoi
Il mito del politico. Una lettura anarchica della resistenza nel Nepal rurale di Giovanna Gioli
 
MEMORIA STORICA
I ribelli del Mediterraneo
di Costantino Paonessa
 
LA RETE

La biblioteca mobile ECHO in Grecia di Giulio D’Errico
L’anti-COP di Belém 
di Mário Rui Pinto
 
STORIA ORALE
I Dame ren. Intervista a Kaminaga Kōichi e Kyūkyoku Kyūtarō
di Filippo Dornetti
 
BIOGRAFIE
Gianpiero “Giampi” Bottinelli (1946-2025) di Edy Zarro
 
INFORMAZIONI EDITORIALI
Pensare da anarchici
di Robert Graham
Mettere alla prova l’anarchismo
di Benjamin Franks
Il processo Papon. Storia di un’ignominia al servizio dello Stato di Jean-Jacques Gandini
 
IN ARCHIVIO
Due domande a John Cage di passaggio a Torino
di Tobia Imperato
 
COVER STORY
Mina Neuwirth (1891-19??)
a cura del collettivo Anarhiva
per abbonarti al Bollettino o ordinare copie cartacee
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I Dame ren

I Dame ren 
Intervista a Kaminaga Kōichi e Kyūkyoku Kyūtarō

di Filippo Dornetti
 

Intervista raccolta nel ristorante Denny’s nei pressi della stazione di Koenji, Giappone, il 14 agosto 2025. I Dame ren nascono nel 1992 a Tokyo, nel contesto di crisi economica e precarizzazione del lavoro dopo lo scoppio della bolla speculativa giapponese (1990-91). Letteralmente “lega degli inetti”, sono una rete di attivisti che da oltre trent’anni contesta la cultura del lavoro, il consumismo, la società del profitto e della competizione. Al posto dei valori dominanti, sperimentano stili di vita basati su pratiche antiautoritarie (DIY, gruppi di discussione e di mutuo aiuto, progetti di coabitazione). Si sono impegnati in una grande varietà di campagne politiche e sociali, dalla salute mentale all’ambiente, dal pacifismo al precariato. Kaminaga Kōichi (1964) è uno dei punti di riferimento del gruppo. Kyūkyoku Kyūtarō (1967), poeta e caregiver, è stato fondatore e a lungo animatore del locale autogestito Waseda Akane, per molti anni punto di ritrovo dei Dame ren.

leggi l'intervista completa

‘Free Voice of Labor’ 
the Jewish Anarchists

Free Voice of Labour: The Jewish Anarchists
‘Free Voice of Labor’ –
the Jewish Anarchists

della Pacific Street Film Productions

1980, 60 min., colore

Le testimonianze raccolte in questo documentario vengono inizialmente raccolte il 30 novembre 1977, ossia il giorno in cui la testata anarchica yiddish ‘Fraye Arbeter Shtime’ (in inglese ‘Free Voice of Labor’) chiude definitivamente. Il primo numero del giornale era uscito il 4 luglio 1890, il che lo rende una delle più longeve testate anarchiche a livello globale. Il luogo in cui avvengono le prime riprese è l’ultima sede del giornale, situata come tutte le altre nel Lower East Side di New York, mentre quelle successive avvengono nell’abitazione di un membro del comitato redazionale del ‘FAS’.
Un altro dei luoghi in cui vengono raccolte le interviste – in questo caso all’esterno – è alla sesta riunione annuale degli ex allievi della Ferrer Modern School di Stelton, New Jersey, frequentata da molti dei redattori e collaboratori del giornale.

leggi l'articolo completo
leggi la traduzione dei dialoghi in italiano

5X1000 al CSL

Dal 2023 è possibile destinare al Centro Studi Libertari Giuseppe Pinelli il "5 x mille" in quanto associazione di promozione sociale.

Per devolvere il cinque per mille è necessario compilare il modulo 730, il CU oppure il Modello Unico e firmare nel riquadro “Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS…” e indicare il codice fiscale 97030450155. Anche chi non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi può scegliere di devolvere il cinque per mille presentando l’apposita scheda allegata al CU.

Farlo non costa nulla, in quanto se non si esprime una scelta la quota rimane allo Stato. Per noi si tratta invece di un contributo importante, come gli altri canali di donazione, per portare avanti le nostre attività di conservazione e di ricerca in maniera indipendente. I fondi vengono infatti utilizzati, tra le altre cose, per riordinare e rendere fruibili i nostri fondi archivistici, per l'acquisione e la catalogazione dei libri della biblioteca, per avviare nuovi progetti di archivio digitale o mantenere e migliorare quelli esistenti (come "Pinelli: una storia", "Venezia '84" o "Le voci dell'anarchia"), per finanziare le nostre attività editoriali come la pubblicazione del Bollettino, dei Quaderni, e così via.
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30/01/2026
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Chi siamo in breve

Il Centro Studi Libertari nasce nel 1976 con la duplice finalità della costruzione di un archivio per la conservazione della memoria dell'anarchismo e del ripensare l'anarchismo alla luce del contesto sociale in cui opera al fine di renderlo un punto di riferimento alternativo alla cultura dominante.

Il CSL aderisce alla rete nazionale RebAl, e al coordinamento internazionale FICEDL.

 

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