Care e cari,
anno nuovo, nuovo bollettino. Anche se un filo in ritardo, ieri sono partite le copie del bollettino 66, il secondo bollettino del 2025.
In questo numero, oltre all’editoriale — che prende spunto da un comunicato sottoscritto da alcuni collettivi anarchici di lingua russa e dell’Europa orientale, e invita a riflettere sulla spinosa tematica del dissenso e del confronto in ambito anarchico — troverete numerosi articoli che ci portano in viaggio per il mondo: dall’anarchismo in Veneto tra gli anni Settanta e Ottanta, a un reportage sul campo dall’anti-COP di Belém del 2025, passando per il Nepal, la Grecia, la Romania, il Giappone e molti altri luoghi. Proprio sul Giappone vogliamo soffermarci per segnalarvi che, per ragioni di spazio, sul Bollettino è stata pubblicata una versione ridotta dell’intervista di Filippo Dornetti a Kaminaga Kōichi e Kyūkyoku Kyūtarō, mentre la versione integrale è disponibile sul nostro sito.
Infine, questo mese abbiamo caricato sul nostro sito il video della Pacific Street Film Productions ‘Free Voice of Labor’ – the Jewish Anarchists, introdotto da un testo di presentazione e corredato da una traduzione in italiano dei dialoghi in formato PDF.
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A presto e buona lettura!
il collettivo del Centro Studi Libertari
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COSE NOSTRE
Aggiornamenti dal web
A Goffredo e a tutti quelli che come lui non si sono mai arresi
La storia dal basso, un incontro Errico “Robert Fritz” Malatesta, una curiosità!
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TESI E RICERCHE
Scintille libertarie. Movimenti anarchici in Veneto tra il 1968 e il 1984 di Margherita Borsoi
Il mito del politico. Una lettura anarchica della resistenza nel Nepal rurale di Giovanna Gioli
MEMORIA STORICA
I ribelli del Mediterraneo
di Costantino Paonessa
LA RETE
La biblioteca mobile ECHO in Grecia di Giulio D’Errico
L’anti-COP di Belém
di Mário Rui Pinto
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STORIA ORALE
I Dame ren. Intervista a Kaminaga Kōichi e Kyūkyoku Kyūtarō
di Filippo Dornetti
BIOGRAFIE
Gianpiero “Giampi” Bottinelli (1946-2025) di Edy Zarro
INFORMAZIONI EDITORIALI
Pensare da anarchici
di Robert Graham
Mettere alla prova l’anarchismo
di Benjamin Franks
Il processo Papon. Storia di un’ignominia al servizio dello Stato di Jean-Jacques Gandini
IN ARCHIVIO
Due domande a John Cage di passaggio a Torino
di Tobia Imperato
COVER STORY
Mina Neuwirth (1891-19??)
a cura del collettivo Anarhiva
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I Dame ren
Intervista a Kaminaga Kōichi e Kyūkyoku Kyūtarō
di Filippo Dornetti
Intervista raccolta nel ristorante Denny’s nei pressi della stazione di Koenji, Giappone, il 14 agosto 2025. I Dame ren nascono nel 1992 a Tokyo, nel contesto di crisi economica e precarizzazione del lavoro dopo lo scoppio della bolla speculativa giapponese (1990-91). Letteralmente “lega degli inetti”, sono una rete di attivisti che da oltre trent’anni contesta la cultura del lavoro, il consumismo, la società del profitto e della competizione. Al posto dei valori dominanti, sperimentano stili di vita basati su pratiche antiautoritarie (DIY, gruppi di discussione e di mutuo aiuto, progetti di coabitazione). Si sono impegnati in una grande varietà di campagne politiche e sociali, dalla salute mentale all’ambiente, dal pacifismo al precariato. Kaminaga Kōichi (1964) è uno dei punti di riferimento del gruppo. Kyūkyoku Kyūtarō (1967), poeta e caregiver, è stato fondatore e a lungo animatore del locale autogestito Waseda Akane, per molti anni punto di ritrovo dei Dame ren.
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‘Free Voice of Labor’
the Jewish Anarchists
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‘Free Voice of Labor’ –
the Jewish Anarchists
della Pacific Street Film Productions
1980, 60 min., colore
Le testimonianze raccolte in questo documentario vengono inizialmente raccolte il 30 novembre 1977, ossia il giorno in cui la testata anarchica yiddish ‘Fraye Arbeter Shtime’ (in inglese ‘Free Voice of Labor’) chiude definitivamente. Il primo numero del giornale era uscito il 4 luglio 1890, il che lo rende una delle più longeve testate anarchiche a livello globale. Il luogo in cui avvengono le prime riprese è l’ultima sede del giornale, situata come tutte le altre nel Lower East Side di New York, mentre quelle successive avvengono nell’abitazione di un membro del comitato redazionale del ‘FAS’.
Un altro dei luoghi in cui vengono raccolte le interviste – in questo caso all’esterno – è alla sesta riunione annuale degli ex allievi della Ferrer Modern School di Stelton, New Jersey, frequentata da molti dei redattori e collaboratori del giornale.
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Dal 2023 è possibile destinare al Centro Studi Libertari Giuseppe Pinelli il "5 x mille" in quanto associazione di promozione sociale.
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sezione: “Sostegno degli enti del terzo settore iscritti al RUNTS”
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