Carles Fontseré, un cartellonista libertario della rivoluzione spagnola
Fonte: Bollettino 29
Carles Fontserè è morto a Gerona (Catalogna) il 4 gennaio 2007, alla veneranda età di 90 anni. Era nato a Barcellona nel 1916. Era considerato uno dei principali esponenti del cartellonismo e della fotografia della sua generazione. Giovanissimo, durante la rivoluzione e la guerra civile spagnola disegnò numerosi manifesti, principalmente per la CNT e la FAI, ma anche per il POUM e l'UGT. Nel 1939 andò in esilio, dapprima a Parigi, poi a Città del Messico e infine a New York. Lavorò anche a Hollywood. Nel 1973 tornò a Gerona. Nel 1989 fu insignito dalla Generalitat di Catalogna della Croce di San Giorgio. Negli ultimi anni della sua vita si impegnò attivamente per la restituzione delle «Carte di Salamanca», cioè dei documenti sequestrati dai franchisti a organizzazioni, istituzioni e singoli individui e conservati nell'Archivo General de la Guerra Civil Española di Salamanca. In particolare, chiedeva per sé la restituzione dei disegni originali dei suoi manifesti, sequestratigli a Barcellona nel 1939.
La rivista «Libertaria» ha pubblicato nel n. 1-2 del 2007 un suo interessante testo sui manifesti del 1936-1939, scritto nel 1983 per una esposizione itinerante organizzata dalla Dirección general de Bellas Artes.

Piccolo aneddoto nostro. Una decina di anni fa, di passaggio a Milano per una mostra di manifesti, Fontseré è venuto inaspettatamente a trovarci al Centro studi libertari e ci ha fatto dono di una copia autografata di quello che è forse il suo manifesto più famoso, quello del contadino e del grido «Llibertat!».



Manifesti eseguiti a Barcellona nel corso del primo anno di guerra.
Nel corso del tempo Carles Fontseré ha scritto a più riprese le sue memorie autobiografiche, sia in quanto militante, sia in quanto grafico.
Qui di seguito segnaliamo le sue opere più importanti:
- Memóries d´un cartellista catalá, Portic, 1995;
- Un exiliado de tercera en París durante la segunda guerra mundial, Acantilado, 2004;
- París, Méxic, Nova York memóries, Proa, 2004.
Ovviamente Fontseré non è stato l'unico grafico che ha messo la sua matita al servizio della lotta antifascista. Anzi, sull'onda rivoluzionaria c'è stato un fiorire di creatività in tutti i campi artistici e dunque anche in quello grafico.
Qui sotto riportiamo due noti manifesti di un altro grande cartellonista libertario della guerra civile spagnola, Arturo Ballester (Valencia, 1890-1981), che va ricordato insieme al fratello Vicente. Già attivo durante gli anni Trenta, la sua produzione si inserisce nella scia tracciata da Josep Renau, ovvero il «padre» della grafica propagandistica con contenuti fortemente sociali che segnerà quell'epoca.
Molte sue realizzazioni rimandano a una certa monumentalità e retorica, come quella qui pubblicata che incita il contadino a lavorare per sostenere il popolo che lo ha liberato. Se ne distacca invece l'immagine sorridente del miliziano con il fucile alzato, che ben esprime l'atmosfera «gioiosa» delle prime fasi rivoluzionarie.




